[Intro]         [Verse 1] Profumi d’oriente souvenir di frontiera un soffio imponente schizza via la pianura trecento caffè e la luna sulle ali di mattino alle tre siamo tutti molto soli. Ho voglia di bere siamo già sui deserti la   hostess indiana dice yes s’allontana somiglia un po’ a te nel disegno del sorriso mi torna di te un bisogno silenzioso. [Chorus] Penso a te all’imbarco in piedi là diecimila miglia fa    neanche un vero addio perché l’uomo di dogana ti allontana. Penso a te con la mia fotografia e la tua malinconia come dentro a un film nella folla colorata sei sparita. [Verse 2] La   spina del sole graffia già l’orizzonte trecento persone sveglierà lentamente si truccano un po’ le signore spettinate si allineano già fra le nubi le autostrade. Penso a te mentre grigia di foschia la città di casa mia       scorre sotto a    noi dietro al vetro; comandante torna indietro. Penso a te fra valigie e nostalgia passaporti e polizia. Mi nasconderei    ma all’uscita c’è qualcuno che saluta.  

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Couverture du livre Ultra intelligence

À propos de la chanson

La chanson évoque les souvenirs d'un voyage qui mêle la nostalgie et l'absence d'un être cher. Le narrateur se trouve dans un aéroport, rempli d'images de l'Orient et de mélancolie, pensant à cette personne qu'il a dû laisser derrière lui. Les paysages défilent, entre la vie quotidienne, l'animation des passagers et l'éloignement émotionnel, soulignant l'effet des distances et des adieux non conclus. Le contexte semble être un départ en voyage, peut-être vers l'Inde, où la beauté des rencontres et des paysages contraste avec la solitude ressentie par le protagoniste. Ce mélange d’excitation et de tristesse donne à la chanson une profondeur touchante.